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Le videochiamate e la privacy

In questo periodo di Coronavirus, tutte le aziende che ne avevano la possibilità sono passate al lavoro in remoto, che nove volte su dieci si traduce in videochiamate. In particolare, si è diffusa la piattaforma Zoom, che ha portato con sè una serie di problemi di sicurezza per cui molti si sono preoccupati di che fine facciano i propri dati durante una di queste videochiamate. Queste app ci spiano? Scopriamolo!

Chi può ascoltare una videochiamata?

Una videochiamata avviene con due o più computer che usano i server dell’azienda che fornisce il servizio per scambiarsi flussi video tra di loro. Supponendo che queste chiamate siano crittografate (e di solito lo sono) allora nessun soggetto terzo ovvero diverso dalle parti che comunicano e dall’azienda che fornisce il servizio può ascoltare le conversazioni. Anche se provasse a intercettarle, infatti, si troverebbe davanti a un insieme di dati illeggibili.

Per quanto riguarda invece l’azienda che offre il servizio, sia gratis o a pagamento, essa ha la possibilità di ascoltare le chiamate, se esse non sono criptate con tecnologia end-to-end. Tendenzialmente, se l’app in questione è gratuita oppure se l’azienda che le fornisce ha come interesse principale la raccolta dati tendenzialmente è buona idea non fidarsi, e in generale comportarsi come se chiunque potesse ascoltarci. C’è anche da aggiungere che tendenzialmente il capo di un’azienda può ascoltare tutte le telefonate fatte con strumenti aziendali, e di conseguenza è una buona pratica considerare questa eventualità.

Le app di videochiamata possono ascoltarmi anche quando sono chiuse?

Le app di videochiamata hanno lo stesso problema di tutte quelle che hanno l’accsso al microfono, cioè la possibilità di ascoltare costantemente le vosrte conversazioni. Infatti, pochi sanno che quando si autorizza un’app a usare il microfono, la si sta autorizzando a usarlo SEMPRE, anche quando l’app stessa non è apparentemente in attività.

Si tratta di un potere che si presta facilmente a usi scorretti, e di conseguenza è bene limitarlo.

Un modo semplice è evitare di scaricare le app e usare invece il browser: molti di questi servizi infatti sono anche disponibili in versione webapp, e se il browser in questione è open source come Firefox, una volta che viene chiuso elimina ogni possibilità di tracciamento.

Se invece la vostra azienda usa un programma che non dispone di un’interfaccia web, esistono metodi più complessi per difendersi, ma è molto più facile far leggere al capo questo articolo per convincerlo a cambiare servizio e magari a usarne uno open source ovvero col codice sorgente verificabile, insomma un’app che ti permette di controllare tutto quello che fa.

Conclusioni

Le videochiamate, sebbene necessarie in questo momento di crisi, possono essere una fonte di minaccia alla privacy.

Per difendersi dal tracciamento, la regola generale è dicercare di installare meno applicazioni possibili e dare meno autorizzazioni possibili.

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